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Speriamo che sia femmina – Calzedonia

Un altro spot tutto al femminile che mi ha colpito qualche anno fa, è sicuramente quello di Calzedonia “Speriamo che sia femmina”  – anno 2007 – ( titolo anche del famoso film di Mario Monicelli del 1986 dove la storia è tutto incentrata sulla contrapposizione fra l’elemento femminile, in maggioranza per le numerose protagoniste, e quello maschile, dove i pochi rappresentanti sono descritti come personaggi ridicoli).

Calzedonia – Speriamo che sia femmina

Lo spot è un susseguirsi di immagini che riassumono la vita di una donna dall’infanzia, all’adolescenza al matrimonio alla gravidanza. Belle le prime immagini dello sgambettare dei piedini che indossano dei calzettini rosa.

La trovo una pubblicità deliziosa, molto tenera. Solo sentendo la musica non si può non girarsi a guardare la televisione. Nonostante le numerose discussioni sul fatto che possa essere troppo femminista (Calzedonia infatti in questo spot esclude tutto il mondo maschile, nonostante produca anche per i maschi…), penso che arrivi proprio al cuore delle donne (comunque prime consumatrici!): lo spot dice “Ti abbiamo accompagnata fina dalla tua nascita, attraverso tutti i momenti importanti della tua vita, e adesso speriamo che un’altra come te ricominci con le sue calzine rosa…”.

Fantastica e protagonista assoluta dello spot la colonna sonora She’s Always a Woman di Billy Joel (testo originale): la canzone esalta e sottolinea le qualità femminili e non poteva esserci una scelta migliore di questa.

 

 

Lo spot è uno dei primi di Calzedonia che apre una finestra sulla vita. Il commercial è stato ideato da Leo Burnett:  addirittura le scene iniziali saranno poi utilizzate nello spot inglese dei magazzini Lewis .

Questo stampo femminile lo si trova ancora in “Sorelle d’Italia”, spot che, parafrasando l’ Inno di Mameli, esalta le donne d’Italia.

La pubblicità del 2009 fu  sotto accusa sin da subito. Realizzata da Saatchi & Saatchi e diretta dal regista Luca Lucini, si apre con le immagini dell’alba sulla campagna romana e finisce con un suggestivo tramonto sui tetti della capitale. Nel video immagini di donne che, avvolte in calze e collant, si abbandonano a momenti di svago o relax. Alla fine, una dedica: “A Italia, Vittoria, Laura e tutte le altre“.

Pare che a molti non sia piaciuto “mettere l’inno sotto i piedi” di qualcuno. L’azienda rispondeva che era solamente un omaggio alle donne con l’interpretazione femminile di Susanna Galimi (in arte “Sushy”) e i termini Italia e Vittoria venivano fatti rivivere per la prima volta con il significato di nomi di donna. Un messaggio forte che fa appello alle infinite risorse delle donne.

Personalmente ritengo che non ci sia nulla di offensivo!

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