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Spot Olimpiadi 2012 Procter & Gamble : Lo sport più duro è fare la mamma

Nei giorni scorsi mi sono imbattuta in una serie di spot olimpici. Tra questi mi sono piaciuti moltissimo quelli della Procter & Gamble (P&G) partner mondiale del Comitato Olimpico Internazionale .

P&G : Lo sport più duro è fare la mamma

Una serie di spot che rientrano in una campagna denominata “Best Job” (la più grande campagna in 174 anni di storia di Procter and Gamble) con un unico denominatore : le mamme degli atleti.  Li ho trovati commoventi e ben fatti.

Firmato dal regista messicano Alejandro González Iñarritu autore di film di grande successo (Amores Perros21 grammi)  e miglior regia a Cannes nel 2006 con Babel, lo spot, disponibile in diverse versioni, narra la storia di quattro giovanissimi atleti: un brasiliano, una cinese, un inglese e un’americana e dei sacrifici fatti fin da piccoli per arrivare alle olimpiadi.

Lo spot termina con il claim “The hardest job in the world, is the best job in the world. Thank you mom” che significa “Il lavoro più duro del mondo è il miglior lavoro del mondo. Grazie mamma”.

Lo spot risulta straordinariamente commovente e tenero e porta alla luce il lato umano delle olimpiadi e degli atleti con le loro debolezze e fragilità.

Bellissima anche la colonna sonora firmata dal nostro Ludovico Einaudi intitolata ” Divenire” che ci regala un momento di poesia e di calda emozione.

Qui a seguire anche i link con delle versioni più brevi e dedicate ai singoli bambini/atleti:

La nuotatrice cinese 

Il pallavolista brasiliano

Il velocista inglese

La ginnasta americana

 

Ma chi è la Procter & Gamble ?

Procter&Gamble fu fondata nel 1837 da due intraprendenti europei emigrati negli USA: William Procter (1801-1884), un candelaio inglese, e James Gamble (1803-1891), un saponiere irlandese.
Procter e Gamble attuarono con spirito pionieristico uno dei primi programmi di partecipazione ai profitti adottati nel paese e furono tra i primi industriali americani a investire in un laboratorio di ricerca e nel marketing.
Tre miliardi di volte al giorno, i prodotti P&G entrano nella vita delle persone di tutto il mondo. Procter & Gamble vanta uno dei più importanti portafogli di marchi di qualità, impiega circa 127.000 dipendenti e opera in 80 paesi nel mondo. Distinguiamo divisi per tipologia ( riporto solo i principali ) :
Cura della Bellezza – Az,Braun,Gilette,Kukident,Olaz,Oral B,Pantene,Wella ecc..
Pulizia della Casa – Ambipur,Ace Gentile,Ariel, Bolt,Dash,Duracel,Eukanuba ,Mastro Lindo, Viakal,Swiffer,Pringles
Desideri Magazine –  è un servizio interamente dedicato all’universo femminile. È il modo con cui P&G intende avvicinarsi al quotidiano delle consumatrici, toccando i temi a loro cari.

Dal sito ufficiale :

“Ogni salto, ogni capriola, ogni tuffo. Tutto inizia da una mamma.
Ai Giochi Olimpici di London 2012, gli sponsor sosterranno gli atleti, ciascuno a suo modo.
Ed è giusto così. Gli atleti lo meritano. Hanno dato tutto, lottando e sacrificandosi per raggiungere il più grande palcoscenico sportivo al mondo.
Ma c’è qualcuno che merita altrettanta attenzione.
Qualcuno che, da sempre, è dietro il successo di ogni atleta.
La mamma.
Perché ogni mamma fa qualunque cosa pur di vedere il sogno di suo figlio avverarsi. È lei che lo porta in grembo per nove mesi, ed è sempre lei che lo guida nella vita. Si sacrifica per farlo crescere con amore, lo motiva e lo incoraggia senza mai risparmiarsi. Non solo: lo sveglia in orario, gli fa da autista, gli fa il bucato e gli lava i piatti, gli prepara la colazione, il pranzo e la cena.
E anche se P&G non produce attrezzature sportive né bibite o abbigliamento per atleti, è da sempre vicina alle mamme, facilitando e valorizzando il loro lavoro.
P&G da 175 anni aiuta ogni mamma ad aiutare i suoi figli con le marche di cui lei si fida e che sceglie da sempre.”

 

Li conosciamo come campioni che hanno battuto ogni record, che si sono messi in gioco fino all’ultimo, campioni capaci di muoversi con grazia anche sotto la più grande pressione. Ma agli occhi delle loro mamme, questi atleti dei Giochi Olimpici, saranno per sempre dei bambini.

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