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Jadea - Milano protesta : la farfalla di Belen provoca incidenti

Belen Rodriguez, incinta di 4 mesi, continua a far parlare di sè. Conclude la trasmissione Colorado, si prepara a registrare Italia’s got talent e, prima di dedicarsi completamente al suo pancino in crescita, continua a regalare pose sexy, accompagnate in alcuni casi da polemiche. E così la Belen non riesce a godersi in pace nemmeno la gravidanza.

La farfalla di Belen per Jadea

Stavolta un cartellone pubblicitario in corso Buenos Aires a Milano, a causa di una posa provocante,  ha creato non poche polemiche nei confronti della showgirl.

Scatti troppo hot !

Le immagini della campagna di Jadea vedono Belen nell’atto di togliersi gli slip e questo non è piaciuto ai residenti che hanno sporto denuncia al commissariato di polizia locale.

Secondo gli abitanti quella foto lede il decoro pubblico e soprattutto distrae gli automobilisti.

La farfalla di Belen per Jadea

Il maxiposter offende e crea pericolo !  E così i residenti del comitato Venezia-Buenos Aires hanno chiesto la rimozione del maxiposter all’incrocio fra corso Buenos Aires e via Redi presentando una denuncia al commissariato di polizia di Stato in via Cadamosto, che ha dirottato i residenti alla centrale della polizia locale di Zona 3.

“Da giorni le mamme del quartiere ci segnalano il fastidio nel dover passare di fronte al poster mentre accompagnano a casa i figli – dichiara a Repubblica.it Paolo Uguccioni, presidente del comitato di quartiere – e fanno giustamente presente il potenziale rischio per la sicurezza della circolazione causato dal poster, che distrae gli automobilisti in un incrocio già di per sé abbastanza pericoloso”. Nella denuncia si definisce il cartellone “molto diseducativo nei confronti dei bambini”, rilevando come “in questo periodo natalizio sarebbe stato certamente più appropriato proporre altri soggetti”.

il backstage della campagna di Jadea e Belen :

Fatto sta comunque che le polemiche fanno da cassa di risonanza alla pubblicità e c’è chi dice che sia pronto un nuovo contratto da testimonial per la Rodriguez.

La farfalla di Belen per Jadea

Ma la bella Belen non è nuova a queste cose : a marzo aveva rivelato che delle immagini per una campagna pubblicitaria di Miss Sixty (in cui compariva completamente nuda) era state censurate in Italia e diffuse solo all’estero. Marchio cult del denim femminile, con uno spot televisivo la Rodriguez svelava il nuovo denim “Magic” con effetto Push Up.

In quell’occasione, dalle pagine del settimanale Chi, la showgirl si era scagliata contro la Chiesa: “L’Italia è stato l’unico Paese che ha scelto una versione più soft del video ! “. 

Belen Rodriguez per Miss Sixty

Infatti Lo spot, in cui la statuaria show girl argentina si mostra senza veli, dopo essere stato al vaglio delle emittenti che avevano espresso dubbi sulla possibilità di trasmetterlo per contenuti giudicati troppo “spinti” e quindi in contrasto con l’attuale normativa di autodisciplina pubblicitaria, è andato on air in formato più casto.

Lo spot di Belen per Miss Sixty

ed il backstage di Miss Sixty

E la Belen nel frattempo appare anche in uno spot hot natalizio per Linkem (società italiana che opera nel settore delle telecomunicazioni)

Belen Rodriguez per Linkem

in tuta aderente color oro in cui sbucano le sue forme rotonde e ammorbidite.

lo spot natalizio di Belen per Linkem :

Ma anche la protesta cittadina nei confronti dei cartelloni hot non è una novità.

Qualche settimana fa a Palermo c’è stata una vera e proprio rivolta contro uno spot considerato sessista : “Stop a pubblicità che usa il corpo delle donne”.

Una neonata società di telecomunicazioni , la Italiacom, ha deciso di reclamizzare un’offerta telefonica con un’immagine di un procace fondo schiena munito di tanga con a fianco la scritta “Non vi prendiamo per il chissacché”.

Il cartellone compare ovunque nel capoluogo siciliano e provoca lo sdegno dei passanti. L’ex deputata Titti De Simone: “Basta immagini lesive della dignità femminile”

 

Pubblicità sessista ?

In ogni forma e dimensione appare nelle vie e negli angoli più frequentati.

“Considerare il corpo come un oggetto o una proprietà privata comporta guasti anche tragici, compreso l’esercizio della violenza su quello che non si può avere – spiega Titti De Simone, ex deputata di origini palermitane ispiratrice di  ‘Non ti credere chissacché’, campagna contro le pubblicità lesive della dignità femminile. Occorre riflettere sui modelli diseducativi che si trasmettono e che possono impedire ai ragazzi di sviluppare una capacità relazionale con l’altro sesso, di accettare la propria e l’altrui differenza, sviluppando machismo e omofobia. Una pubblicità non uccide nessuno, ma consente la formazione di una subcultura che alimenta sessismo, omofobia e comportamenti violenti – spiega ancora Titti De Simone – A partire dal sostegno ai centri antiviolenza, proponiamo che l’amministrazione comunale produca atti concreti. Cominciamo dalla modifica del regolamento per le affissioni pubbliche, con il coinvolgimento degli operatori del settore e con esplicito divieto di pubblicità sessiste, omofobe e razziste, secondo quanto previsto dalla normativa europea”.

 

Pubblicità sessista ?

L’ Italia ha già subito un richiamo da parte dell’Onu perché “elimini gli atteggiamenti stereotipati circa i ruoli e le responsabilità delle donne e degli uomini nella famiglia, nella società e nell’ambiente di lavoro”.

Probabilmente, anche se simili, i due casi probabilmente sono da ritenersi diversi.

Nel primo caso la Belen mette in mostra se stessa per una linea di intimo e di abbigliamento, in cui il suo bel fisico probabilmente “contestualizza” il prodotto. Nel secondo caso, l’azienda di fonia ha utilizzato “un bel sedere” e una frasetta ironica per attirare l’attenzione sulla pubblicità.

Ma in entrambi i casi, obiettivo raggiunto : tutti ne parlano !!!

Voi cosa ne pensate di questo tipo di pubblicità ?

La farfalla di Belen per Jadea

 

 

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